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29/04/2005
Azione Giovani Macerata ricorda Sergio Ramelli a 30 anni dalla morte
13 Marzo 1975: un ragazzo di 18 anni viene aggredito sotto casa. Muore dopo 47 giorni di agonia.
Il volto di Sergio Ramelli era solare. La sua vita fu breve, ma intensa e coraggiosa. Il suo esempio parla di coerenza e lealtà.
Sono passati molti anni ormai da quel tragico 29 aprile 1975. Il caso Ramelli è una storia che fa ancora paura perché ricostruisce l’abisso di barbarie in cui si era giunti in Italia negli anni settanta. Fa paura, ancora oggi, pensare a giovani studenti di Medicina che spappolano il cranio di un ragazzo di 18 anni a colpi di chiave inglese. Gli aggressori neppure conoscevano l’aggredito, eseguivano ordini di “annientamento” del nemico.
Ormai anche la Giustizia ha fatto il suo corso e i colpevoli hanno finito di scontare le loro condanne (si fa per dire…), ma il nome di Sergio Ramelli è ancora e sempre vivo, e non solo per i suoi familiari e per i suoi amici. Sarebbe pressoché impossibile enumerare le iniziative che negli anni hanno commemorato la sua figura: centinaia di manifesti, migliaia di volantini e poi concerti, dibattiti, manifestazioni pubbliche e persino un’opera teatrale.
E il suo nome oggi vive anche sui cartelli stradali di molte città italiane.
La formula per la richiesta di intitolazione contiene una frase breve, ma densa di significato, che racchiude in poche parole anche tutte le motivazioni che ci spingono a ricordare ancora Sergio Ramelli con riunioni e manifestazioni nei comuni della nostra provincia:
“in nome di una pacificazione nazionale, che accomuni in un’unica pietà, i morti di un periodo oscuro della nostra storia e che come monito alle generazioni future, affinché simili fatti non debbano più accadere”.
Grazie al lavoro di molti ragazzi di Azione Giovani presto avremo nuove intitolazioni anche qui, tra cui quella in fase di approvazione nella città di Civitanova Marche.
Ag Macerata
Per ulteriori informazioni scrivere a
postmaster@azionegiovani.macerata.it
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