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I ragazzi di Gioventù Identitaria chiedono di andare rapidamente al congresso di Ag
Giovane destra, si apre il confronto
Alemanno: nella ridefinizione organizzativa di AN deve avere un ruolo centrale

ROMA. Una richiesta precisa: celebrare in tempi rapidi il congresso nazionale. I ragazzi di Azione Giovani- Gioventù Identitaria, riuniti a Chianciano per il seminario «Azione giovani: rifondare la struttura, rilanciare il movimento», lanciano la loro sfida sul terreno dell’organizzazione e dei contenuti.«Chiediamo - spiega Carlo Fidanza, reggente nazionale di Ag - un congresso in tempi rapidi, aperto, libero, competitivo, senza delegati di diritto, per recuperare la centralità della struttura giovanile e contribuire al rilancio del partito».Una richiesta condivisa dai cento dirigenti giovanili arrivati da tutta Italia e appoggiata anche dal ministro Gianni Alemanno, intervenuto a chiusura di una due giorni di confronto e dibattito sui temi della politica giovanile e, soprattutto, sul ruolo che deve ricoprire all’interno del Paese. «I ragazzi di Ag - afferma Alemanno - debbono vedersi riconosciuto il diritto di scegliere liberamente i loro vertici, in un clima di comune ricerca del modo più efficace di rilanciare il mondo giovanile di An dopo troppi anni di gestione burocratica. Sono in questo perfettamente solidale con i ragazzi di Gioventù Identitaria che hanno avuto il coraggio e il senso di responsabilità di lanciare questa sfida». Per Alemanno «la questione giovanile» è un «elemento centrale» anche nella ridefinizione organizzativa e politica di An, che sarà affrontata alla fine della verifica di governo. Un passaggio che non deve rappresentare «un compromesso di vertice da calare sulla testa dei giovani» ma la possibilità di celebrare «una libera, aperta assemblea senza rendite di posizione».Per avere la possibilità, insomma, di rimettere in circuito le energie e le idee che animano il territorio,«ripartendo dal terreno della politica».La fase commissariale, a giudizio dei ragazzi di Gioventù Identitaria, ha esaurito la sua funzione e rischia di diventare il cimitero del movimentismo di destra e della rappresentatività della istanze giovanili. «Dobbiamo superare la fase del quadrumvirato — aggiunge Fidanza — abbiamo bisogno di un presidente eletto dalla base, legittimato ad assumere anche posizioni forti, caratterizzanti, se serve in controtendenza. Solo in questo modo potremo finalmente recuperare quel ruolo centrale che in passato ha fatto del mondo giovanile l’avanguardia, il vero laboratorio politico del partito». Da Chianciano si rivendica un ruolo di maggiore autonomia con un’idea di complementarità tra struttura giovanile e partito. Azione giovani, che è l’unico vero movimento giovanile della Cdl, può diventare l’interfaccia tra il governo e quella generazione di ragazzi che, in forza di alcune precise aspettative di rinnovamento, lo ha premiato in termini di consenso ma ora appare inquieta. Per questo durante il seminario,insieme ai temi “classici” della giovane destra,dagli Ogm all’Europa, dalla riforma scolastica a quella del mondo del lavoro, si gettano le basi per una nuova campagna e si propone la stesura del “Manifesto delle libertà giovanili”, un documento per evitare che il governo realizzi politiche che appaiono ai giovani distanti e meramente repressive. «Sta a noi —conclude Fidanza — recuperare il ruolo di cerniera trai giovani e la classe dirigente del Paese e far capire che leggi come quella sulla violenza negli stadi o sull’orario di chiusura delle discoteche hanno il solo effetto di non lasciare ai giovani altri spazi di libertà se non quelli fasulli dei cosiddetti centri sociali».

 

(Tratto da "Il Secolo" del 08/07/2003)

 

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